Un cittadino rumeno residente a Valencia ha scoperto che, cercando il suo nome e cognome, su Facebook comparivano diversi video con accuse gravissime e false, tra cui presunte violenze sulle proprie figlie. Dopo essersi rivolto a Honoralia, è stata presa in considerazione un'azione diretta nei confronti di Facebook per la sua responsabilità come piattaforma, una volta avuto effettivo conhecimento del contenuto. Infine, prima dell'udienza preliminare, è stato raggiunto un accordo che ha permesso la rimozione delle pubblicazioni e un risarcimento di 3.000 euro.
Piattaforma
Controparte
Materia
Risultato
Il caso riguardava un cittadino rumeno residente a Valencia da vent'anni.
Consultando il suo nome e cognome su Internet, ha constatato che su Facebook apparivano diversi video in cui gli venivano attribuiti fatti estremamente gravi e falsi, con un evidente impatto sul suo onore, sulla sua reputazione e sulla sua vita personale.
La situazione si rivelava particolarmente delicata poiché il contenuto rimaneva accessibile sulla rete sociale, amplificando il danno e agevolandone la diffusione pubblica.
La parte lesa sosteneva che i video pubblicati su Facebook contenessero accuse false e ledessero gravemente il suo onore e la sua reputazione.
Inoltre, sosteneva che la piattaforma dovesse assumersi la responsabilità dal momento in cui aveva avuto effettiva conoscenza dell'illiceità del contenuto e non adottava misure di rimozione.
La questione giuridica principale verteva sul determinare se Facebook potesse essere ritenuto responsabile per aver mantenuto tali pubblicazioni accessibili una volta venuto a conoscenza della loro esistenza e gravità.
Nonostante le difficoltà che solitamente sussistono quando la pubblicazione ha origine da un altro paese, Honoralia ha gestito il reclamo nei confronti di Facebook e ottenuto una risposta favorevole.
Prima della celebrazione dell'udienza preliminare, è stato raggiunto un accordo in base al quale Facebook ha accettato la rimozione delle pubblicazioni e il pagamento di indennizzo di 3.000 euro.
Il risultato ha permesso di porre fine alla diffusione del contenuto e di ottenere un risarcimento economico per il danno arrecato.
Le piattaforme possono rispondere dei contenuti illeciti che ospitano quando ne hanno conoscenza effettiva e non agiscono con diligenza.
La conoscenza effettiva è il criterio che consente di attribuire la responsabilità a una piattaforma, a un social network, a un blog o a un motore di ricerca quando questi sa che un contenuto è illecito e, nonostante ciò, non lo rimuove o non ne blocca l'accesso con la dovuta diligenza.
Tradizionalmente, tale conoscenza era collegata a risoluzioni pregresse o a comunicazioni chiare sull'illiceità del contenuto.
La giurisprudenza ha ampliato gradualmente il suo ambito di applicazione, specialmente in casi di particolare gravità, in modo tale che la piattaforma non possa rimanere inattiva quando la natura dannosa del contenuto è evidente.
Questo caso rafforza l'idea che i social network non sono completamente estranei ai contenuti che ospitano quando viene loro segnalata una illecitezza.
Dimostra inoltre che, anche quando il divulgatore del contenuto si trova in un altro paese o vi sono questioni di competenza rispetto a chi lo ha pubblicato inizialmente, si può agire contro la piattaforma che lo rende accessibile.
La risoluzione pratica del conflitto conferma l'utilità di avvalersi della via giuridica appropriata per tutelare l'onore e la reputazione online di fronte a pubblicazioni diffamatorie.
Il team legale di Honoralia ha analizzato il contenuto, valutato la via d'azione più efficace e diretto la strategia processuale contro Facebook.
L'intervento si è concentrato sull'accertamento della gravità delle accuse, sulla difesa dell'esistenza di conoscenza effettiva e sulla richiesta sia della rimozione del contenuto sia del corrispondente risarcimento.
L'intervento ha permesso di raggiungere un accordo prima dell'udienza preliminare, evitando una maggiore esposizione dell'interessato e ottenendo un risultato soddisfacente.
Reputazione online / Diritto all'onore
Ritiro di contenuti e intervento giuridico nei confronti di una piattaforma
LSSI y doctrina sobre conocimiento efectivo
Tutela dell'onore e freno alla diffusione di contenuti diffamatori
L'interessato scopre che cercando il proprio nome su Internet compaiono video su Facebook con accuse false e gravemente diffamatorie.
Honoralia analizza il caso e determina che l'azione più efficace debba essere diretta contro la piattaforma che ospita il contenuto.
Si pone in discussione la responsabilità del social network nel mantenere accessibili pubblicazioni illecite con la consapevolezza effettiva della loro esistenza.
Promuove la difesa giuridica del caso fino alla fase pre-processuale.
Prima dell'udienza preliminare, Facebook accetta un accordo che include la rimozione dei video e il pagamento di 3.000 € al danneggiato.
I social media possono essere ritenuti responsabili quando ospitano contenuti illeciti e non intervengono una volta che ne vengono a conoscenza.
Le accuse false e gravemente offensive possono essere contrastate legalmente per limitarne la diffusione.
La gravità del contenuto può giustificare la responsabilità della piattaforma anche in ipotesi complesse.
Oltre alla rimozione del contenuto, l'interessato può ottenere un risarcimento per i danni subiti.