donna-riceve-soldi

La donna riceve un risarcimento di 2.500 euro dal giornale per aver pubblicato la sua foto senza consenso

La pubblicazione di fotografie senza il consenso della persona interessata può avere gravi conseguenze legali. Ciò è stato dimostrato nel caso di una donna che è stata risarcita con 2.500 euro dopo che la sua immagine è stata utilizzata senza il suo permesso per illustrare una notizia sulla riapertura delle terrazze dopo il confino di COVID-19.

Il caso giudiziario

Il giornale in questione ha pubblicato una fotografia della donna, scattata e diffusa senza il suo consenso, per illustrare una notizia sulla riapertura delle terrazze e sulle restrizioni al settore alberghiero e della ristorazione durante la pandemia. La donna ha sostenuto che questa pubblicazione costituiva un'invasione illegale dei suoi diritti alla privacy e all'immagine di sé, e ha portato il caso in tribunale. Tuttavia, il Tribunale di primo grado ha inizialmente respinto il suo reclamo.

Fortunatamente per la ricorrente, il Tribunale Provinciale di Ourense, con la sentenza 198/2024 del 15 marzo, ha ribaltato questa decisione. Il tribunale ha dichiarato che il giornale aveva violato i diritti della donna alla privacy e alla propria immagine. Ha ordinato la rimozione della fotografia dal sito web del giornale, ne ha vietato l'uso in qualsiasi altro mezzo di comunicazione e ha ordinato al giornale di pagarle 2.500 euro di risarcimento per i danni morali causati.

Motivi della sentenza

Il tribunale ha spiegato che la pubblicazione della fotografia non era protetta dal diritto del giornale alla libera informazione. Ha dettagliato che non si è verificato nessuno dei casi in cui l'immagine di una persona anonima catturata in un luogo pubblico può essere utilizzata senza il suo consenso:

  1. Immagine meramente accessoriaLa persona appare nella fotografia in modo secondario e poco importante.
  2. Coinvolgimento importante nell'evento segnalatoLa persona anonima ha un ruolo di primo piano nell'evento di cronaca, facendo sì che il suo diritto all'immagine ceda al diritto all'informazione.

In questo caso, la fotografia mostrava la donna come unica protagonista, essendo facilmente identificabile. Pertanto, non poteva essere considerata accessoria o in relazione alle informazioni contenute nel servizio. La sentenza ha sottolineato che l'immagine non forniva un elemento informativo di interesse pubblico, in quanto la notizia sulla de-escalation non richiedeva la pubblicazione della fotografia della donna in primo piano e senza la sua autorizzazione.

Il Tribunale Provinciale ha fissato il risarcimento a 2.500 euro, considerando la minore gravità della lesione e la limitata diffusione dell'immagine. Sebbene la donna avesse inizialmente richiesto 4.000 euro, il tribunale ha ritenuto tale importo eccessivo a causa della natura limitata dell'intrusione: una singola fotografia che non era socialmente riprovevole e non violava la sua dignità.

Condividi:

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

it_ITItaliano
Immediatamente online

E scelga quali contenuti negativi vuole rimuovere

Aprire la chat
Ha bisogno di aiuto?
Ciao 👋
Come possiamo aiutarla?